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Camillo Sbarbaro. I suoi luoghi

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18/04/2015 17:00

Camillo Sbarbaro.jpg

 

Sabato 18 aprile 2015 ore 17.00

Camillo Sbarbaro. I suoi luoghi: Santa Margherita Ligure, Savona, Genova, Spotorno

Convegno dedicato al poeta sammargheritese: tavola rotonda e concerto

Villa Durazzo, Piazzale San Giacomo 3 - Santa Margherita Ligure

Ingresso libero

Programma:

ore 17.00

Camillo Sbarbaro nostro contemporaneo  - Prof. Dott. Stefano Verdino

Camillo Sbarbaro e la Riviera Ligure - Dott.ssa Alice Pesce

Sbarbaro o dell'essenziale - Dott. Silvio Riolfo Marengo

Peccati di gola - Prof. Dott. Domenico Astengo

Intorno all'edizione dattiloscritta dei Trucioli sbarbariani: una importante acquisizione della Fondazione Devoto - Dott. Samuele Fioravanti

Una testimonianza inedita: registrazione di una intervista di Clelia Sbarbaro - Ing. Fernando Galardi

 

Moderatore: Dott. Paolo Lingua

 

ore 21.00

Concerto del Laurentius Ensemble

Riccardo Patrone (violino) Giacomo Biagi (violoncello) Giulia Ermirio (viola) Riccardo Guella (chitarra)
Giovanni Luigi Pistis (corno inglese) Silvia Zoe Cirillo (pianoforte) Camilla Biraga (voce)

 

Profili oratori

Stefano Verdino

E’ nato nel 1953 a Genova presso la cui Universitàè ordinario di Letteratura Italiana. E’ direttore di “Nuova Corrente”, redattore di “Resine” e collabora a “Poesia”. Si è occupato di poesia contemporanea (Montale, Caproni, Viviani), oltre che di autori della prima metà del XIX secolo (Manzoni, Leopardi, Romani) e di Torquato Tasso. Ha curato per i Meridiani Mondadori l’opera poetica di Mario Luzi. Ha inoltre pubblicato uno studio sul pensiero critico di Luciano Anceschi (1987). Altri saggi: “La poesia di Mario Luzi” (2006), “Il Torrismondo del Tasso”(2007), “Genova reazionaria – Una storia culturale della Restaurazione” (2012). Ancora su Luzi ha allestito una mostra documentaria a Mendriso e a Pienza e ha curato l’ edizione delle “Prose” e delle “Poesie ultime e ritrovate”.

Alice Pesce

E’ nata a Genova nel 1979, dove si è laureata nel 2004, presso la Facoltà di Lettere con una tesi su Giovanni Pascoli. Nel 2008 ha conseguito il dottorato con uno studio su “Il paesaggio nell’opera di Beppe Fenoglio”. Poi, sulla poesia ligure del Primo Novecento ha pubblicato due edizioni critiche: “Frantumi” su Giovanni Boine e “Murmuri ed Echi” di Mario Novaro. Su Fenoglio ha pubblicato la monografia “Nel ghiaccio e nella tenebra”. Ha approfondito studi su Pascoli e su Calvino. Ha compiuto studi sui rapporti tra arti figurative e letteratura. E’ ricercatrice preso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Genova e coordinatrice di unità di progetto nel progetto di ricerca nazionale “diffondere la cultura visiva: l’arte contemporanea tra riviste, archivi e illustrazioni”. Lavora alla digitalizzazione dell’archivio Novaro.


Silvio Riolfo Marengo

Nato il 29 giugno 1940 a Castelvecchio di Rocca Barbena (Savona). Laureato in giurisprudenza all’Università di Genova, nel 1976 si è trasferito a Milano dove ha diretto le Redazioni Grandi Opere di Garzanti (Enciclopedia Europea, le “garzantine” e la collana di poesia). Ha lavorato a Cinisello Balsamo per le Edizioni Paoline e poi a Genova come amministratore delegato della Marietti. E’ tornato a Milano alla Garzanti dove è rimasto sino al 1996. E’ membro di alcune fondazioni di cultura e di Beneficienza (Treccani, Ravasi e Garzanti).
Dal 1992 al 1998 è stato presidente della Fondazione De Mari di Savona ea Genova consigliere del Banco San Giorgio. Per la Carisa ha diretto la rivista “Risorse” e la rivista “Alte Vitrie” per l’Istituto del Vetro di Altare. E’ direttore di “Resine” e presidente della Fondazione Museo d’arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo.

Domenico Astengo 

E’ nato a Savona nel 1937. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Genova e in Lettere all’Università di Torino, ha insegnato negli istituti superiori. Saggista, scrittore, critico, profondo conoscitore della cultura e della letteratura ligure in particolare nel periododalla fine dell’Ottocento a tutto il Novecento ha collaborato a “Diogene” e a“Resine”.
 

Samuele Fioravanti

Dottorando all’Università di Genova, dove si occupa di poesia contemporanea. Con la Fondazione Devoto organizza serate musicali e un martedì letterario a cadenza mensile dedicato ai grandi poeti del Novecento italiano. Sempre per la Fondazione Devoto ha curato l’edizione dell’epistolario inedito tra Camillo Sbarbaro e il pittore genovese Giovanni Solari.
 

Fernando Galardi

E’ nato a Chiavari nel 1932. Laureato in Ingegneria all’Università di Genova. Imprenditore. Appassionato di viaggiesotici, di arti figurative e di fotografia. Ha collaborato a molti giornali e riviste. Ha curato mostre fotografiche dal 1956 al 2012 con monografie su Luiso Sturla, Carlo Cormagi, nonché su Camillo Sbarbaro e i licheni. Tra i suoi libri: “Savana” (1976), “Una voce sommessa” (1978), “Artisti Liguri” (2007), “Luiso Sturla” (2012), “Lo zucchetto di Pio IX” (2013). Ha realizzato le fotografie del volume “LICHENI. Un campionario del mondo” (1967).
 

 

 

Note alle composizioni

Matteo Bertolina - Paesaggio Ubriaco (per violoncello, pianoforte e voce recitante)
Il testo è tratto dalla raccolta Trucioli di Camillo Sbarbaro. In particolare si tratta del 38esimo numero: Paesaggio ubriaco. Un'atmosfera fragile, ma intensa, carica e tipica da "bassifondi della città", fa da sfondo allo sguardo del narratore e al dialogo delle tre donne fattesi sulla porta.
I bambini disturbano l'ambiente, non saranno mai protagonisti; la loro presenza conferma l'eccitazione della mente e l'ubriacatura del paesaggio nel quale l'autore e il compositore ci vogliono coinvolgere.

Giacomo Biagi - Taci, anima mia (per viola, violoncello, corno inglese, pianoforte e voce recitante)
Il brano, vincitore della borsa di studio Fondazione Giorgio e Lilli Devoto del 2014, mette in musica frammenti tratti dalla raccolta Pianissimo, riorganizzati dal compositore in un unicuum organico, quasi a ricreare un monologo interiore, costituito da slanci emotivi a cui alternano momenti di desolazione e disperazione. Sebbene articolato in diverse sezioni, la coesione è data dall'impiego di pochi elementi compositivi (un ostinato ritmico che torna a più riprese, trasfigurandosi, e l'intervallo di terza minore discendente), nonché da un’unica atmosfera, statica, su cui si impiantano sezioni caratterizzate da un feroce dinamismo, che vengono però subito contraddette dal ritorno all'immobilità.

Riccardo Guella - Fantasia sul nome di Camillo Sbarbaro (per violino, viola, violoncello e chitarra)
Gli esecutori sono quattro: Violino, Viola, Violoncello e Chitarra. La musica si basa su due serie di note legate al nome di Camillo Sbarbaro. Il materiale sonoro utilizzato è generato da uno stratagemma compositivo che vi illustrerà il compositore. La composizione evoca situazioni di differente stato emotivo, ispirandosi alle forme letterarie utilizzate da Sbarbaro. Il primo movimento è un Preludio che espone la serie di note in varie combinazioni. Il secondo movimento è intitolato Poesia ed è composto in tre sezioni: la prima affidata agli archi, la seconda gli archi con la chitarra e la terza interviene la chitarra solista. L'ultimo movimento è la Prosa più veloce e più scorrevole, proprio a richiamare la lettura di un testo di prosa.

Flavio Emilio Scogna - Flos per violino, viola e violoncello (versione 2015 con voce recitante)
Flos è stato composto nel 2002 e reca la dedica all’amico Luigi Pestalozza. Il pezzo, che si sviluppa in unico movimento senza soluzione di continuità, è pervaso da un andamento brillante e virtuosistico. Il materiale musicale qui utilizzato si basa su alcune cellule ritmiche e melodiche che nel corso del brano vengono incessantemente elaborate, formando dei “petali musicali” (il titolo, non a caso prende spunto proprio da “flos”, quasi una reminiscenza dei fiori musicali op. 12 di frescobaldiana memoria). La versione odierna prevede l’inserimento di una voce recitante su una poesia di Camillo Sbarbaro Ora che sei venuta.

Federico Ermirio - Wildblumen, per corno inglese, chitarra, violoncello e recitante
Wildblumen è un breve lavoro dedicato al Compositore e Amico scomparso Vittorio Fellegara, alle pieghe della sua freschezza caratteriale dalla quale emergevano un candore immediato quanto un'alta connotazione etica. Così la mutevolezza, anche fulminea, della prosa – solo di alcune poesie ho utilizzato versi sparsi - di Camillo Sbarbaro (anch'egli, ironico e mordace, osservatore inquieto, pronto alla giusta emozione o alla lucida pietà...) mi pareva in sintonia con la testimonianza musicale - e umana – quale piccolo dono all'Amico. I testi sono utilizzati per frammenti, con i ritorni, i ripensamenti e la cangiabilità di un'emozione che è comunque prepotente e protagonista: Ironia, Pietà, Amore. Solo un'espressione d'affetto, alla fine dell'ultimo pannello, induce la voce narrante ad intonare poche sillabe. Il titolo è anche riferito ad una piccola perla della produzione di Vittorio: Eisblumen, per chitarra.

 

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Camillo Sbarbaro Programma.pdf1.49 Mo
Dernière mise à jour 15/04/2015